Anche in Italia il primo meeting dei poliziotti gay. Era ora

GayAbruzzo
00martedì 2 settembre 2008 08:35
Dal corriere.it

Ministro La Russa aspettaci, stiamo arrivando. Poliziotti, Carabinieri, uomini e donne della Guardia di Finanza, dell'Esercito e dell'aeronautica gay e lesbiche escono allo scoperto anche in Italia, dopo una lunga stagione di incertezze e clandestinità. E venerdì 26 settembre, a Bologna, volteranno pagina: la loro associazione, «Polis Aperta», la prima e l'unica nel nostro Paese, riunirà il suo direttivo per darsi un nuovo Statuto e un programma di iniziative, in un grande coming out collettivo. [SM=x432727]
Nonostante la decisione, presa anche in seguito alle pressioni degli altri gruppi europei, a cominciare dagli spagnoli di Gaylespol che hanno organizzato l'ultimo raduno internazionale a Barcellona, è ancora molto difficile trovare gay e lesbiche in divisa disposti a parlare, e non a caso per alcuni è più facile che per altri: Vito Raimondi, torinese, è un finanziere come il triestino Nicola Cicchitti, presidente di Polis Aperta. «Per molti di noi — racconta — il timore non è quello di una ritorsione violenta, quanto della discriminazione strisciante. E il disagio per il machismo quotidiano che chi è in divisa è costretto a vivere, fatto di battute e di linguaggi, lo stesso che le donne entrate nell'esercito e in Polizia hanno contribuito a cambiare, senza tuttavia riuscire a cancellarlo».

Oggi, gli aderenti a Polis Aperta che hanno un nome e un cognome e partecipano liberamente alle prime attività pubbliche dell'associazione sono circa duecento. C'è chi ha fatto il suo coming out personale pur essendo un Carabiniere, in uno dei corpi cioè ritenuti più tradizionali, e chi invece preferisce non comparire anche se nella vita fa il vigile urbano: «Non puoi sapere come reagiranno i superiori, ed è comunque difficile dimostrare che un trasferimento "punitivo" è arrivato perché si è scoperto che sei gay e non per "esigenze di servizio", come dice la motivazione ufficiale ». La regola italiana, dunque, è «non chiedere, non dire»: «Mi è capitato di incontrare in discoteca colleghi che appena mi vedevano si giravano dal-l'altra parte — spiega Raimondi —. Al Gay Pride di Biella ero con il mio compagno e un collega che fino a quel momento era rimasto ai margini della manifestazione vedendomi sotto il palco è venuto a salutarci. È stato un grande momento, la dimostrazione che dobbiamo renderci visibili». Una richiesta che viaggia anche attraverso la rete, negli appelli accorati di chi è entrato — dopo una richiesta e un filtro iniziale — nei gruppi di discussione del sito web.tiscali. it/polisaperta. Scrive «Genova in divisa»: «Caro gruppo, faccio quest'ultimo tentativo poi la smetto, perché mi pare di essere rimasto l'unico in tutta la Liguria... Se c'è qualche collega di qualunque corpo, civile o militare, mi farebbe molto piacere scambiare idee con lui su come si vive e si lavora a Genova essendo gay e portando una divisa». Giulio, nuovo iscritto dal Sud, aggiunge: «Vorrei confrontarmi con altri militari che si trovano a vivere la loro omosessualità tra mille difficoltà nelle caserme italiane ». Al ministro della Difesa, Polis Aperta chiede di poter essere riconosciuta come associazione mista e senza finalità sindacali, in modo da aggirare ogni divieto. All'ordine del giorno di Bologna c'è anche un programma di incontri e l'elezione di delegati regionali. Ma, soprattutto, l'idea di poter cambiare dall'interno una mentalità ancora prevalente tra le forze dell'ordine, creando gruppi di poliziotti gay («siamo una risorsa, non un problema») capaci di formare i colleghi insegnando loro a intervenire in caso di reati o violenze che riguardano gli omosessuali. Come già avviene in Spagna, dove sono i gay della Guardia Civil a tenere corsi anti- discriminazione.
GayAbruzzo
00martedì 2 settembre 2008 08:35
E' un'iniziativa straordinaria.
E voi conoscete poliziotti gay? Io due: uno lavora a Roma e l'altro a Milano.
Aaron.Bloom
00martedì 2 settembre 2008 18:31
Saranno stupidi come i poliziotti etero o c'è speranza di salvezza?
GayAbruzzo
00martedì 2 settembre 2008 21:17
Re:
Aaron.Bloom, 02/09/2008 18.31:

Saranno stupidi come i poliziotti etero o c'è speranza di salvezza?




direi che non sono stupidi come i poliziotti etero. non fosse altro perchè rinnegano gli ideali machisti dilaganti tra le forze dell'ordine
Zio Jo
00mercoledì 3 settembre 2008 10:08
Da "Il Piccolo" di Trieste
Oggi sul quotidiano di Trieste "Il Piccolo" a pagina 22 è uscito un grande articolo su Nicola Cicchitti: "Un triestino guida l'outing dei poliziotti gay". Occhiello: "La storia: Nicola Cicchitti è un finanziere in servizio in città". Box con la presentazione dell'Associazione "Polis Aperta". Foto di Cicchitto.
La notizia riportata su otto colonne viene ripresa anche nella prima pagina del quotidiano.
Inizia così:
"Lui, il coming out l'ha fatto tanto tempo fa. E ora si batte perché anche gli altri poliziotti, fiamme gialle, carabinieri e militari omosessuali d'Italia trovino il coraggio per uscire allo scoperto e abbandonare la clandestinità. Nicola Cicchitti, finanziere trentenne in servizio da dieci anni a Trieste, ha fatto della lotta ai pregiudizi radicati nelle caserme e nelle questure del Paese una vera e propria missione"
Aggiungo alcuni stralci importanti non presenti nella notizia riportata da Squizz e apparsa su corriere.it
"Omosessuali di ogni età e provenienza, accomunati dalla volontà di cambiare le cose e decisi quindi a definire un programma di iniziative che aiutino a superare "lo stato medioevale in cui versa il sistema dei regolamenti interni alle forze di polizia relativamente all'orientamento sessuale"
...
E' proprio per evitare questo tipo di rischi che la stragrande maggioranza dei gay in divisa, a Trieste come a Palermo, rinuncia a manifestare liberamente il proprio orientamento, posticipando il momento dell'outing in reparto. "Non puoi mai sapere come reagiranno i tuoi superiori - scrive un poliziotto nel blog della comunità degli omossessuali con le stellette - Ed è comunque sempre difficile dimostrare che un trasferimento punitivo è arrivato perché si è scoperto che sei gay e non per esigenze di servizio come dicono le motivazioni ufficiali".
...
Chissà se può avr dato fastidio a qualcuno anche il blog che il finanziere Cicchitti aveva aperto lo scorso luglio con l'idea, si legge nel messaggio inaugurale di "creare uno spazio aperto dove poter comunicare un mio pensiero, una mia idea, il mio modo di vedere le cose!"
L'articolo è firmato da Maddalena Rebecca.
L'ampio spazio dato dal quotidiano mi pare un fatto importante!!
Xander_85
00sabato 6 settembre 2008 22:39
Era ora,beati loro che sono poliziotti(io e' da anni che combatto per vincere un concorso :( ).
Chissa' quanti di loro faranno coming - out dopo questa iniziativa
mke69
00domenica 7 settembre 2008 00:25
Uhm.
Finalmente, però hanno sottolineato che c'è una moda e una pressione da parte degli altri, e questo mi preoccupa.
GayAbruzzo
00domenica 7 settembre 2008 07:50
Re:
mke69, 07/09/2008 0.25:

Uhm.
Finalmente, però hanno sottolineato che c'è una moda e una pressione da parte degli altri, e questo mi preoccupa.




se consideri che in italia è ancora difficile dire di essere gay in generale, figurati in questi corpi militare dominati da una mentalità ancora più chiusa. per questo plaudo all'iniziativa e al coraggio di chi, poliziotto o carabiniere, esce allo scoperto.
fr@do
00domenica 7 settembre 2008 17:14
la divisa ha sempre il suo fascino
charlye82
00giovedì 11 settembre 2008 23:28
huhuhuhu che bella cosa!!!POLIZZIOTTI (SBAV SBAV)penso chepian piano anche in ITALIA ci stiamo facendo BEN SENTIRE...meno male!!!
Questa è la versione 'lo-fi' del Forum Per visualizzare la versione completa clicca qui
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 20:18.
Copyright © 2000-2024 FFZ srl - www.freeforumzone.com